Si è concluso oggi il FIDEC 2018

Oltre 1.200 partecipanti, 47 incontri tematici, grande attenzione alle problematiche trattate. Con la sensazione che al Palazzo del Ghiaccio di Milano il FIDEC, Forum italiano delle costruzioni, sia riuscito realmente nel suo intento: quello di far colloquiare tutti gli attori della filiera delle costruzioni per capire come si possa ridisegnare il futuro di un comparto fondamentale per l’economia italiana e che è immerso da un decennio in una congiuntura sfavorevole. E’ il dato saliente che è emerso è rappresentato dal fatto che ormai il problema non è più (o solo)  costruire case ma dare risposta al problema abitativo nel suo complesso.

E se i tanti ingegneri e architetti presenti in sala si ponevano il problema del loro futuro professionale in un mondo in cui di nuovi cantieri se ne vedono pochi, la risposta è giunta dai tanti incontri in cui si è sottolineata la necessità di studiare non solo la tecnica costruttiva o la ripartizione degli spazi ma, soprattutto, le modalità gestionali degli spazi medesimi; in un contesto in cui, specie tra i Millennials, il concetto di possesso del bene e sempre più declinante a favore dell’utilizzo. Un paradigma che vale per la casa ma anche per tanti altri beni di consumo, inclusi quelli legati alla mobilità.

Del resto, come ha sottolineato Juri Franzosi, Direttore Generale di Ance Varese e Responsabile del progetto FIDEC all’apertura dei lavori, “quando una domanda è “giusta” ti chiede di cambiare e le 1.200 persone che riempiono questa sala e i tanti dibattiti stanno a dimostrare che il settore delle costruzioni è tutt’altro che morto ma che la crisi  e la necessità di superare le difficoltà sono diventata non l’eccezione ma la normalità”. 

Per Federico Della Puppa, docente a contratto di Economia e Gestione di Imprese presso l’Università IUAV di Venezia, il settore delle costruzioni non ha agganciato la (piccola) ripresa italiana e le costruzioni, lungi dall’essere il driver della crescita stessa, è ancora in una fase di stallo. “Se nel 1961 la produttività dell’edilizia e della manifattura è fatta pari a 100, nel 2018 l’edilizia sta a 84 e la manifattura a 250; un dato – ha aggiunto Della Puppa – che indica la necessità di cambiare decisamente strada rivedendo i processi costruttivi, sprecando meno risorse e riutilizzando di più, a partire dai detriti di cantiere senza trascurare il contesto di responsabilità sociale che deve ispirare il settore”. 

Settore che, come ha rimarcato Marco Marcatili ricercatore di Nomisma, sta scontando un gap di investimenti pari a circa 60 miliardi e che vede il 35% di famiglie interessate all’acquisto ma che non riesce a trovare le condizioni per farlo. In particolare, resta grave il fatto che la rigenerazione urbana resti un contesto che non riesce ad attrarre capitali e che il settore delle costruzioni fatichi molto a capire che “si sta facendo sempre più forte un mercato che cerca non solo dei contenitori, cioè delle case, ma dei contenuti, quindi delle case con annessi servizi”. Peraltro, la redditività delle residenze per la terza età produce la maggior redditività del comparto con quote vicine al 7 per cento.

Per Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it, che al Fidec 2018 ha presentato i risultati di un recente sondaggio condotto su un campione di oltre 5.000 utenti di Immobiliare.itIn soli dieci anni la motivazione che spinge all’acquisto di un immobile si è spostata da “acquisito prima casa” ad “acquisto per sostituzione” : il 57,2% di chi cerca un immobile da acquistare oggi ha la necessità di vendere prima la sua attuale abitazione. Emerge una sempre maggiore attenzione alla digitalizzazione: il 36,8% vorrebbe avere internet centralizzato nello stabile e il 28,6% vorrebbe poter accedere alle informazioni del condominio tramite un’app dedicata.”

“Il prossimo obiettivo del FIDEC è attivare una rete permanente di dialogo sui territori e sulle aree metropolitane per fare in modo che tutte le esperienze di trasformazione che riguardano il settore delle costruzioni emergano e vengano messe a sistema”conclude Juri Franzosi.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *