Incredibile ma vero!!!

Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale, la competitività e le pmi al ministero dello Sviluppo economico il 19 febbraio con un tweet comunica:

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L’iter non è però ancora completo. La burocrazia italiana non si smentisce: manca infatti un decreto direttoriale che approvi il modello informatico e la modulistica per la trasmissione e iscrizione al registro delle imprese compilabile online. Intanto la ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi ha firmato il decreto che introduce appunto la possibilità di costituire una startup innovativa tramite un modello standard tipizzato con firma digitale. Se poi si vuole, rimane ovviamente la possibilità di costituire la società per atto pubblico, cioè come funzionava in precedenza. Potrebbe dunque volerci ancora un po’ di tempo. A realizzare gli atti potranno essere direttamente i soci oppure l’Ufficio del registro delle imprese che autenticherà le sottoscrizioni procedendo all’iscrizione. L’ultima firma segnerà il via ufficiale della nuova società.

L’obiettivo di questa nuova misura è dunque snellire il processo di nascita e dare una spinta al movimento delle startup. Al mese di gennaio erano 5.154 le società di questo tipo, concentrate anzitutto in Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. La startup innovativa può essere una società di capitali, anche cooperativa, di nuova costituzione o già esistente ma da meno di due anni. Fra i suoi fini dev’esserci lo sviluppo, la produzione e la vendita di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

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