Il legislatore si è occupato degli agenti immobiliari in queste occasioni:

  • Codice Civile (norme sulla mediazione e norme sul mandato);
  • Codice Penale (norme sull’esercizio abusivo delle professioni);
  • le leggi speciali (la n° 39 del 3 febbraio 1989, che sostituisce la legge n° 253 del 21 marzo 1958 sulla disciplina della professione di mediatore);
  • il decreto presidenziale n° 1926 del 6 novembre 1960, che è il regolamento di attuazione della citata legge n° 253/58 (per le norme che di essa si possono ancora ritenere vigenti);
  • il regolamento applicativo della citata legge n° 39;
  • il decreto ministeriale del 21 febbraio 1990 n. 300;
  • il decreto del ministro della industria, commercio e artigianato n° 452 del 21 dicembre 1990;
  • il decreto ministeriale del 7 ottobre 1993 n. 589;
  • Legge del 5 marzo 2001 n. 57 – emendamento alla 39/89 del 27/02/01 circa la norma dell’art. 18 della legge sui provvedimenti relativi alla regolamentazione del mercato.

E’ stato:

  1. regolamentato il diritto alla provvigione
  2. definiti i criteri di accesso alla professione
  3. aumentate le responsabilità del mediatore

Questa quantità di norme, inserite e successivamente integrate, sono state necessarie per definire gli ambiti di competenza e responsabilità ma ancora non sono sufficienti a rendere questa categoria professionale al livello della stessa negli altri paesi del mondo.

I dati sono questi:

dati-intermediazioni-europa

Di chi è la colpa?

Prima di tutto degli agenti immobiliari che, troppo presi a portare avanti il lavoro in un momento estremamente faticoso per il mercato in crisi piena negli ultimi anni, si sono concentrati sull’ordinario lasciando completamente da parte la voglia di cambiare adeguando le attuali normative alle esigenze di un mercato sempre più smart.

Poi ci sono le associazioni di categoria, che seguono demagocicamente le attività di cui  si parla di più, tralasciando l’esigenza primaria e cioè unirsi con l’unico intento di cambiare le regole. La somma di tutti gli associati di tutte le associazioni di categoria, unitamente alla volontà di farlo, costringerebbe il legislatore a tenere conto delle esigenze reali di cambiamento.

Come andrebbero integrate le attuali normative?

  • incrementare il livello di formazione sia per l’accesso alla professione(anche attraverso un titolo di studio universitario) che per l’aggiornamento
  • inserire il tirocinio di almeno 2 / 3 anni per sostenere l’esame di accesso alla categoria
  • istituire uffici ispettivi di controllo per gli abusivi
  • rendere esclusive alcune informazioni (es. valutazioni OMI)
  • creazione di un organismo (anche utilizzando le CCIAA) che raccolga i dati delle vendite e delle locazioni rendendole consultabili esclusivamente dalla agenzie immobiliari
  • rendere obbligatoria la condivisione dei portafogli tra le agenzie immobiliari

Tutto questo se non lo fa il legislatore lo devono fare gli agenti immobiliari, se non lo fanno le associazioni bisognerà costituire una associazione di scopo.

Ne riparleremo……

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *