📘L’ Internet delle cose (IOT), sta cambiando le nostre abitudini?

Internet of Things, che tradotta letteralmente significa “internet delle cose”, è stata utilizzata per la prima volta da Kevin Ashton, ricercatore del MIT (Massachussets Institute of Technology).

Con il termine IoT si indica nello specifico un complesso di tecnologie che consentono di collegare a internet qualunque dispositivo di uso quotidiano, con l’obiettivo di controllare e comunicare delle informazioni (anche tra dispositivi diversi) per poi farli agire in maniera “intelligente”. Per un funzionamento efficiente di questi dispositivi sarà dunque opportuno avere a disposizione una connessione che risponda adeguatamente agli alti requisiti richiesti dagli smart device, e a questo proposito è consigliabile optare per una delle tariffe internet per la casa che prevedono un uso illimitato della rete.

La situazione dell’IoT in Italia

La crescita del mercato italiano dell’IoT (Internet of Things) non conosce sosta: lo scorso anno ha infatti segnato un aumento del 35% rispetto al 2017, raggiungendo un valore di ben 5 miliardi di euro.

Secondo i risultati della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, tale crescita appare in linea con quella delle altre nazioni occidentali, solitamente compresa tra il +25% e il +40%. Il principale merito va agli oggetti connessi, che hanno registrato un incremento del 44% nell’arco di un solo anno e rappresentano ormai una grande fetta del mercato (pari al 36% circa), con un valore di 1,8 miliardi di euro.

Cresce a dismisura il mercato delle Smart Home

Tra i segmenti che hanno registrato una crescita maggiore troviamo quello delle Smart Home, che ha segnato un +52% nell’arco di un solo anno. Il mercato della domotica, infatti, ha raggiunto precisamente il valore di 380 milioni di euro in Italia, soprattutto grazie al grande successo degli smart speaker (ossia gli assistenti vocali come Google Home e Amazon Echo): attualmente questi rappresentano infatti il 16% del valore di mercato (60 milioni di euro all’incirca), superando ogni aspettativa.

Secondo gli esperti di settore, il boom degli smart speaker ha contribuito positivamente anche alla diffusione di altri oggetti smart pensati per la casa, in particolar modo quelli legati al riscaldamento e all’illuminazione domestica (12% del volume, pari a 45 milioni di euro). Anche gli elettrodomestici smart e i dispositivi per la sicurezza della casa ricoprono un ruolo fondamentale, considerato il loro valore di 55 milioni di euro (14% del mercato).

11 miliardi di dispositivi connessi

Il numero di dispositivi connessi è davvero impressionante: 11 miliardi secondo Forbes fino a oggi. Con il termine “dispositivi” si intende veramente tutto: elettrodomestici, automobili, telecamere, complementi d’arredo, qualsiasi cosa può essere connessa alla Rete e diventare smart.

Quali i vantaggi dell’Internet delle Cose? Sono infiniti. Gli oggetti attraverso i sensori possono fornire informazioni e  dati agli utenti e, per esempio, informarli sui mal funzionamenti e guasti in tempo reale, ottimizzando così le spese di manutenzione.

E ci sono poi vantaggi che impattano sulla vita di tutti i giorni, come sensori che rilevano il livello di smog della città, l’affluenza delle persone in un posto, la situazione del traffico, e inviano messaggi a chi può servirsi di questi dati.

Se ti interessa l’argomento ti invito ad ascoltare questo podcast, durante una puntata di Bricks and Music ho intervistato il giornalista Enrico Pagliarini che conduce ogni settimana la trasmissione “2024” su Radio24:


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