Ho letto con estremo interesse un articolo sul correre.it a firma di Gino Pagliuca nel quale si è messo in evidenza il fatto che nonostante il periodo lunghissimo che ha fatto registrare la peggiore recessione immobiliare del dopoguerra a conti fatti non possiamo lamentarci.

Perché?

Dal 2009 ad oggi il mattone ci ha reso più ricchi dei BTP, come si può vedere dalla tabella che segue:

redatta da L'Economia del Corriere partendo dal secondo rapporto 2017 Nomisma e  si è tenuto conto di un periodo di 8 anni che corrisponde all'equivalente della durata di un contatto di locazione residenziale a canone libero.

Un BTP con scadenza a 8 anni nel 2009 garantiva un tasso lordo del 4% (lontanissimo dai rendimenti di oggi) che, al netto delle imposte ha fruttato il 28%.

L'analisi sull'immobiliare ha invece tenuto conto di 4 diverse tipologie di immobili  in nove grandi città ed in nessun caso i BTP hanno battuto l'immobiliare mentre invece la Borsa è riuscita, anche se di poco, a stare sopra all'immobiliare. In media infatti, ad esempio, se consideriamo l'acquisto di un immobile di circa 150 mq in una zona di pregio di una grande città , negli 8 anni ha visto salire il proprio valore patrimoniale da 659.400 a 747.000 (prezzo attuale aumentato dei canoni risparmiati) mentre un investimento patrimoniale in Borsa del medesimo importo avrebbe garantito un rendimento di 754 mila euro.


Di seguito una tabella che risponde alla domanda: 

A CHE PUNTO SIAMO DELLA DISCESA?

Continua l'aumento della domanda ma i prezzi sono sostanzialmente stabili, ci vorrà ancora del tempo prima che i valori risentano della positività della domanda.

Un altro dato che è molto interessante riguarda la PASSIONE PER LE AREE RESIDENZIALI DECENTRATE, è stato infatti registrato una ripresa di interesse anche per le zone meno prestigiose dove oggi si riesce a comprare a prezzi molto accessibili anche grazia alla facilità ritrovata dell'accesso al credito. Di seguito la tabella che individua, secondo idealista.it, il rapporto tra presenza di annunci e richiesta in termini di informazioni:

Nella zona di Roma sorprende il forte interesse per quartieri non proprio centrali quali: Appio Claudio, Axa, Mostacciano e Lido di Ostia.

Di seguito le variazioni dei prezzi suddivise per quartiere rispetto all'anno precedente per Roma e Napoli:

Interessantissimo fenomeno è quello registrato a Bologna dove i prezzi risultano tutti in crescita; 3,8% la media cittadina, con punte di +6,2% in zona Fiera. C’è però un rovescio della medaglia: la domanda è ovunque piuttosto debole, fa eccezione Costa Saragozza. Infine, a Firenze i prezzi risultano mediamente in crescita dell’1,3%, con punte di +6,2% in Centro, dove si compra anche per affittare ai turisti. La zona più richiesta è Rifredi, comoda per affittare sia agli studenti data la vicinanza all’università sia ai turisti, grazie alla stazione ferroviaria.

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