Che confusione!!! Perché l’agente immobiliare non è un immobiliarista

Che confusione!!! Perché l’agente immobiliare non è un immobiliarista

Sono stanco di sentirmi chiamare immobiliarista, senza nulla togliere a quegli imprenditori che si cimentano in questo mestiere rischioso, ma vorrei chiarire una volta per tutte qual’è la differenza.

Premessa:
– l’agente immobiliare è una figura professionale riconosciuta e fa una cosa;
– l’immobiliarista non è una figura professionale e fa altro.

L’agente immobiliare mette in relazione due o più parti tra loro per la conclusione di un affare. per essere agenti immobiliari è necessario avere un titolo di studio di scuola superiore, superare un esame per ottenere un riconoscimento presso la CCIAA di residenza.

L’immobiliarista è una persona senza alcun requisito minimo culturale (anche l’asilo va bene), il suo lavoro consiste nell’ acquistare e vendere immobili di qualsiasi genere e/o natura traendone un profitto. Alcune volte può anche ristrutturare trasformare\costruire l’immobile.

Le differenze tra le due posizioni sono sostanziali, infatti l’ immobiliarista acquista in prima persona ed è un imprenditore il quale il più delle volte ha bisogno della professionalità dell’agente immobiliare per concludere il suo business, l’agente immobiliare trova chi vende, trova chi compra, li fa conoscere e trova per loro un punto d’incontro per la buona riuscita dell’affare, attivandosi in ogni ramo della consulenza immobiliare (tecnico, legale, commerciale).

Rimango molto colpito quando è un immobiliarista che si erge a referente autorevole in convegni, interviste sui media, web, ecc.. sull’andamento dei mercati immobiliari e non invece un professionista mediatore che con la sua agenzia immobiliare ha setacciato il mercato in maniera capillare avendone una visione completa e non parziale.

Capite come mi sento quando mi chiamano involontariamente immobiliarista?


Paolo Leccese

E' fondatore un'accademia di formazione denominata PROPTECH Academy all'interno della quale viene erogata formazione, ad imprenditori e professionisti per lo più legati al mondo immobiliare, sotto il profilo etico professionale e per l'evoluzione del nuovo modello di comunicazione coadiuvato dalle nuove tecnologie. Paolo Leccese è un agente immobiliare ed è esperto in tutte le nuove forme d comunicazione. Attualmente è socio della società di intermediazione immobiliare LEAD SRLs (www.lead.re). Negli anni ha affinato una alta sensibilità nelle trattative concludendo importanti affari in ambito nazionale ed internazionale. I Paesi dove ha concluso operazioni immobiliari diversi dall’Italia sono: Germania, Emirati Arabi, Regno Unito, USA. In Germania è co-Director di Living 4 Neun GmbH (www.living4neun.com) una società di consulenza e gestione immobiliare con sede a Berlino. Appassionato di comunicazione, è fondatore di Bricks Advisoring and Consulting, negli ultimi anni è stato tra gli autori del primo programma radiofonico sulla casa andato in onda su RadioItaliaAnni60 per 2 stagioni, Bricks and Music (100 puntate in diretta) e dal 2019 è co-autore e conduttore di una trasmissione televisiva sul mondo dell'abitare, lifestyle, nuove tecnologie ed architetture dal nome Bricks and the City (www.bricksandthecity.com).

7 pensieri su “Che confusione!!! Perché l’agente immobiliare non è un immobiliarista

  1. Buonasera, questo è un semplice commento di una ragazza giovane determinata e forse neanche tanto acculturata. Ciò che è scritto in questo articolo, (detto in modi corretti o meno) è la pura verità. Mi sto impegnando da tempo per questo “esamino” in camera di commercio come suggerisce in Sig.re Paololeccese, e garantisco che la complessità e la qualità degli argomenti è sproporzionata, per il lavoro che andremo a fare. Non siamo ne avvocati, ne geometri, eppure le garantisco che bisogna apprendere tanti concetti. Sicuramente tornerà tutto utile nella vita, specialmente perchè la professionalità emerge da queste competenze. Impariamo a tutelare il nostro lavoro facendolo nel miglior modo possibile, le differenze i nostri clienti le noteranno indubbiamente. L’ignoranza delle persone non deve ferirci, più che altro dovrebbe essere uno stimolo per la nostra persona e illuminarli alla realtà delle cose. Tutto verrà premiato.
    Saluti.

  2. …che arroganza nel descrivere i miei colleghi immobiliaristi, per i quali dovrebbe contare il pezzo di carta e non la capacità di usufruire di una dote naturale, come la comunicazione ed il fiuto per gli affari, nonché il buongusto. Infatti l’ esempio più sconvolgente, è la categoria dei giornalisti, alcuni dei quali sono si laureati, ma sono sprovvisti di intelligenza curiosa ed acume allo stato puro, che non dovrebbero fare il lavoro che hanno scelto di fare, solo perché li attirava !!!

    1. Francesca, ho scritto questo post nel 2013, tanto è cambiato da allora, anche per merito della comunicazione social, del proptech e di molte iniziative formative.
      La mia posizione rispetto agli investitori immobiliari, anche non istituzionali, è di assoluto rispetto, credo fermamente che si necessiti di una formazione mirata e di una consapevolezza di far parte di una filiera che all’interno pone con la stessa dignità, i professionisti, le imprese, i notai, ecc..

      Ti invito a guardare questo video se vuoi per comprendere meglio il mio pensiero di oggi che parte dal falso messaggio “Come comprare casa senza soldi”:
      https://www.youtube.com/watch?v=wpLrhfwg8Uw

      Paolo

      1. Ha scritto questo post nel 2013 accusando gli immobiliaristi di scarsa cultura ma dopo sette anni ancora non si accorge dello svarione grammaticale fatto perfino nel titolo.
        Potrei sbagliarmi nella sensazione che Lei sia un buon agente immobiliare ma oltre a curare l’apparenza curerei anche la sostanza, o almeno contestualmente non insulterei terzi di scarsa cultura.
        Buon lavoro nella upper class grazie all’esamino presso la CCIAA, con buona pace dei laureati disoccupati.
        Cordialità.

        1. Caro abecedarioabecedaio (non firmare il commento sarà stata una svista),
          pensavo di essere stato chiaro ma evidentemente il concetto originario merita un ulteriore approfondimento.
          Il post originario nasceva proprio perchè dopo una serie di inesattezze ascoltate e lette sui media tradizionali e sul web, ho ritenuto opportuno scrivere:

          “…L’agente immobiliare mette in relazione due o più parti tra loro per la conclusione di un affare. per essere agenti immobiliari è necessario avere un titolo di studio di scuola superiore (UPPER CLASS), superare un esame per ottenere un riconoscimento presso la CCIAA di residenza.

          L’immobiliarista è una persona senza alcun requisito minimo culturale (anche l’asilo va bene), il suo lavoro consiste nell’ acquistare e vendere immobili di qualsiasi genere e/o natura traendone un profitto. Alcune volte può anche ristrutturare trasformare\costruire l’immobile….”

          Non si tratta di essere d’accordo o meno, è un dato di fatto!!! Dove ho accusato gli immobiliaristi di scarsa cultura? Lei è in grado di indicarmi qual’è il titolo di studio minimo necessario per essere immobiliarista?

          Comunque, convengo con lei che per fare l’agente immobiliare oggi, purtroppo, è necessario soltanto il diploma di scuola secondaria superiore e non la laurea e nemmeno una laurea triennale (come peraltro in molti paesi europei), e per questo è ANCORA considerabile una “sottoprofessione” (priva di ordine professionale, di crediti formativi, di naturale riconoscibilità da parte del mercato).

          La ringrazio per aver dato l’opportunità di spiegare meglio la mia posizione e comunque invito quei laureati disoccupati a cui fa riferimento, di provare a fare l'”esamino” presso la CCIAA cosi da provare ad alzare il livello culturale della categoria, sarei onorato di supportare qualsiasi iniziativa promossa a tal fine.

          Non mi dispiacerebbe se rispondesse a questo testo firmandosi.Grazie.

          Saluti.

          1. Gentilissimo, non affronto la questione nel merito del ruolo dell’agente immobiliare, anche perché in sostanziale accordo con Lei. Disprezzerei un po’ meno gli immobiliaristi, la cui insofferenza nei loro confronti traspare dal chiaro senso in cui li dipinge, o almeno, contestualmente alla loro denigrazione sul piano culturale qualora dovesse ritenerla meritoria di attenzione, eviterei svarioni grammaticali (qual è con l’apostrofo) che finiscano involontariamente per avvicinarLa a come li ha appena definiti.
            La mia mancanza di approfondita conoscenza del settore immobiliare, cui mi sto appassionando solo da breve, non mi consente di avere elementi sufficienti per confermare o smentire l’asserita istruzione prescolare di molti di loro. In tal senso, mi limitavo a intendere che le carenze culturali permeano gran parte della nostra società, sempre meno meritocratica. Beninteso, il “pezzo di carta” della laurea è solo un viatico ma non esaurisce in esso stesso la cassetta degli attrezzi per la vita.
            Se vuole può ritenere questo piccolo scambio come un confronto privato e cancellare i commenti poiché ritengo di essere intervenuto a gamba tesa in casa Sua e non è mio solito. Mi limitavo solo ad osservare lo stridente contrasto tra la svarione grammaticale e la successiva accusa di “minimi requisiti culturali” che Le farebbe perdere un po’ di credibilità a chi, suo malgrado, il pezzo di carta -troppo spesso bistrattato- se lo è sudato. La necessità di essere concisi porta a ruvidità o incomprensioni.
            Non Le tolgo altro tempo.
            Saluti

          2. Sig. AbecedarioAbecedario, la ringrazio per il gentile invito a non pubblicare la sua risposta ma la censura non rientra nella mia cultura e lei è stato, e sarà, libero di esprimere tutte le considerazioni che ritiene e riterrà opportune in merito ai contenuti che pubblico in questo blog.
            Saranno i lettori di questi post a giudicare la gravità dello svarione grammaticale (commesso da molto attuali autori ma anche da un certo Collodi) e la correttezza dei dati forniti.
            Buona giornata.

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