Siamo alla soglia del compimento del 16esimo anno dalla pubblicazione della legge 57 del 5 marzo 2001 che all’art. 18, per chi lo avesse dimenticato, recitava:
(Modifiche alla legge 3 febbraio 1989, n. 39)

1. Alla legge 3 febbraio 1989, n. 39, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 2, comma 3, la lettera e) è sostituita dalla seguente:
“e) avere conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado, avere frequentato un corso di formazione ed avere superato un esame diretto ad accertare l’attitudine e la capacità professionale dell’aspirante in relazione al ramo di mediazione prescelto, oppure avere conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado ed avere effettuato un periodo di pratica di almeno dodici mesi continuativi con l’obbligo di frequenza di uno specifico corso di formazione professionale. Le modalità e le caratteristiche del titolo di formazione, dell’esame e quelle della tenuta del registro dei praticanti sono determinate con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;”;

Questa è una legge dello Stato ma, la mancanza del Regolamento di attuazione, fa si che non sia applicabile. E pensare che la pratica professionale è riconosciuta da tutti come lo strumento principe per apprendere le tecniche e le basi della professione di agente immobiliare, ma la Conferenza Stato – Regioni ha bloccato l’iter di approvazione dello strumento normativo

Con la pratica professionale i giovani che si avviano all’attività di agente immobiliare potrebbero avere una codifica all’interno dell’agenzia, affiancandosi al tutor, un agente immobiliare esperto, che lo guida e lo affianca nel percorso per l’abilitazione.

Quindi molti di quelli che oggi sono considerati “abusivi” sarebbero dei praticanti con un ruolo ben determinato ed avendo un tempo circoscritto per diventare agenti immobiliari sarebbero motivati a terminare il percorso di crescita facendo l’esame di abilitazione.

Visto il passare di tutti questi anni mi chiedo a chi giova tutto ciò?

Nonostante la pressione fatta sui vari governi da alcune associazioni perché ad oggi nulla è stato fatto?

Se fossimo una categoria unita, con un Ordine professionale alle spalle  che ci rappresentasse presso le istituzioni, saremmo più forti?

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